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Dov'è la Reggina? Stampa E-mail
Scritto da Ugo La Camera   
Lunedì 11 Dicembre 2017 15:00

(17) Si fa fatica a commentare un’altra “non prestazione”, a capire quanto ancora si intenda tirare una corda già fin troppo tesa dopo la sconfitta contro l’Akragas. Eppure, quel fondo che ci

 

sembrava aver toccato domenica scorsa nascondeva un’ulteriore sgradita sorpresa. La squadra non gioca, corre la metà degli avversari e non è un problema di condizione fisica se ciò avviene dal primo minuto di gioco, non lotta, tranne qualche rara eccezione, e si consegna prima ancora di cominciare al destino. Questo triste spettacolo, al quale abbiamo peraltro già assistito, preoccupa non tanto e non solo per una classifica che comincia ad essere preoccupante (seppur migliore rispetto a quella dello scorso anno di questi tempi) ma soprattutto perché abbiamo il fondato timore che dai vertici societari ci abbiano capito poco viste le dichiarazioni, la marcia indietro ed il prolungamento del contratto ad un allenatore come segnale forte per la squadra (non ce lo spieghiamo diversamente) che ha sortito, invece, effetti contrari. La Reggina si sta sciogliendo come neve al sole e all’apertura del mercato, premesso che ci siano risorse per farlo, mancano tre partite che, senza un radicale cambio di atteggiamento, porteranno gli amaranto in piena zona playout. Ma chi dovrebbe cambiare atteggiamento? Bianchimano, De Francesco e Porcino che, da trascinatori, adesso scalpitano per andare via il prima possibile e magari senza rischiare un infortunio? Il resto della squadra che fa, anzi faceva, il bello e il cattivo tempo? Il tecnico, le cui dichiarazioni cominciano ad essere ripetitive ed inutili? La Società, che sta ancora aspettando di sostituire una figura fondamentale come il team manager? I tifosi, ormai freddi e rassegnati salvo alcuni etichettati però come nemici? Forse un po’ tutti, perché il rischio non è solo quello di retrocedere ma di finire nel vortice di una triste indifferenza.

 

 

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