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Coldiretti Calabria: operazione “Stige” DDA di Catanzaro “Tutto quello che ci allontana dal baratro lo sosteniamo poiché valorizza l’imprenditoria onesta” Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa Coldiretti Calabria   
Martedì 09 Gennaio 2018 17:50

(7) Il sistema criminale colpito dalla maxioperazione “Stige”(dal fiume degli inferi) della Dda di Catanzaro nei confronti dal clan Farao-Marincola di Cirò Marina che secondo gli investigatori era riuscito a strutturare un'ampia rete commerciale in grado di imporre a ristoranti e pizzerie

 

l'acquisto di diversi prodotti del crotonese, dalla pasta per la pizza al vino di Cirò è sicuramente di grande significato poiché smaschera un sistema criminale che ormai è la versione evoluta dei vecchi tavolini e comitati d’affari. Tutto ciò che contribuisce a fare pulizia dal malaffare nel settore agroalimentare e non solo – commenta Molinaro presidente di Coldiretti Calabria -  lo sosteniamo quotidianamente con grande convinzione e determinazione. Ancora una volta si dimostra  fiorente il business delle agromafie il cui volume di affari complessivo nel 2017 è salito a 21,8 miliardi di euro (+30% in un anno) lungo tutta la filiera del cibo, della sua produzione, trasporto, distribuzione e vendita come certifica  l’Osservatorio sulla criminalità organizzata nell’agroalimentare promosso dalla Coldiretti. Siamo davanti, secondo quanto descritto dagli inquirenti, ad una piramide criminale dove confluiscono i rappresentanti di mondi professionali non stabilmente, almeno all’apparenza, collegati tra loro. Amministratori, politici, imprenditori, liberi professionisti che intrattengono semplicemente, senza necessaria continuità nel tempo, rapporti economici illegali. e questi sistemi criminali, intercettano l’allocazione delle risorse pubbliche. Un dato drammaticamente vero– denuncia la Coldiretti – è il condizionamento del  mercato agroalimentare dove pochi soggetti ne stabiliscono i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di catene di supermercati e della ristorazione, l’esportazione del nostro vero o falso Made in Italy.  In questo modo la malavita si appropria – sottolinea la Coldiretti – di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy. Coldiretti assicura l’impegno a contrastare le  agromafie in tutte le occasioni poiché inquinano la fiducia tra i cittadini, ostacolano il funzionamento del libero mercato concorrenziale, accrescendo i costi della vita economica e civile un peso sempre di più insopportabile nell’economia della nostra Regione.

 

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