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Il dispositivo FarmaT.E.B.: applicazioni in estetica e medicina Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Gangemi   
Venerdì 08 Novembre 2013 00:00

Si tratta dell’unico sistema terapeutico medico non invasivo in grado di veicolare farmaci, cosmeceutici e nutriceutici di alto peso molecolare (es.: acidi nucleici, elastina, acido ialuronico, collagene) soprattutto in medicina rigenerativa. E’ attualmente la più realistica prospettiva di cura in medicina estetica, in medicina umana e veterinaria e di supporto alla radiologia. Il sistema contribuisce a risolvere definitivamente tutte le forme loco-regionalizzate aggredibili dall’esterno: inestetismi: smagliature, cicatrici, invecchiamento viso, ma anche patologie degene-rative o lesioni parziali dei tessuti cartilaginei, ossei e muscolari (per es.: artrosi, dolore cronico, lesioni di menisco, dito a scatto, tunnel carpale, osteoporosi, fratture, stenosi vertebrali, lussazioni).

Permette di somministrare piccole dosi di farmaco (1-2%)  direttamente sulla lesione, con effetti terapeutici notevolmente maggiori rispetto alla somministrazione  sistemica, con un impatto sistemico  quasi nullo (0,04%), senza effetti collaterali e con un notevole contenimento della spesa sanitaria. Il farmaco attiva i recettori specifici del tessuto leso. Le concentrazioni efficaci si possono mantenere costanti con pochi trattamenti frazionati. Il dispositivo FarmaT.E.B. (nella foto) utilizza una nuova metodica terapeutica medica traumatica denominata “bio-electodic-reptation” che può essere ormai considerata la più importante innovazione di supporto alla medicina e del benessere. E’ una nuova frontiera che apre scenari prima assolutamente impensabili nel  campo della medicina. Una conquista per un modo di pensare nuovo, per un radicale e significativo cambiamento nel modo di affrontare le patologie. Utilizza correnti pulsate a “reptation”, che esplicano la loro energia consentendo ai farmaci anche di alto peso molecolare, di penetrare dritti al bersaglio, cioè al nucleo delle cellule dei tessuti sede del danno, con effetto risolutivo anche contestuale su quasi tutti i tipi di strato corneo  e l’apertura dei canali ionici delle cellule dei tessuti che necessitano di un apporto di principi attivi dall’esterno per rigenerarsi. Raggiunti i siti recettori specifici dell’obiettivo prefissato,svolgono la loro azione in minor tempo, in maggiore concentrazione e senza intermediazione del circolo sistemico. I parametri e le possibili opzioni della velocità di trasporto e della profondità di azione dei princi attivi possono essere  selezionati anche in corso di trattamento, mentre la quantità di farmaco veicolato può essere valutata nell’unità di tempo. Ciò aiuta a definire o confermare la diagnosi e individuare la terapia più adeguata con la minima quantità di sostanza medicamentosa. In estetica trova applicazioni in casi di: invecchiamento viso–sottomento (nelle foto "prima e dopo") e decolletè, rughe (nelle foto "prima e dopo"), ipo e iperpigmentazioni cutanee, teleangectasie, acne (nelle foto "prima e dopo"), adiposità localizzate (nelle foto "prima e dopo"), cellulite (nelle foto "prima e dopo"), smagliature (cosce, fianchi, gambe e schiena) (nelle foto "prima e dopo"), labbra sottili, xantelasmi, inestetismi degli occhi, grasso sottopalpebrale, palpebre rilassate, zampe di gallina, accelerata caduta di capelli, insufficienza venosa, ipertricosi, ematomi post-intervento, cheloidi post-intervento (nelle foto "prima e dopo"), linfoedema e seni piccoli-ipotonici (nelle foto "prima e dopo"). In medicina, invece, nei casi di: osteopenia mascellare – mandibolare, fratture con mancata formazione callo osseo, capsulite adesiva, borsiti, fascite plantare, lesioni meniscali, strappi muscolari, artrosi d’anca, morbo di Sundek, ernia discale cervicale, sindrome del tunnel carpale e tarsale, dito a scatto (tenosinovite stenosante), lussazione abituale, tendiniti calcifiche, distorsioni di 2° e 3° grado, artrosi temporo-mandibolare, ernia discale cervicale, formazioni calcifiche e spine calcaneari, morbo di Dupuytren, morbo di De Quervain e neuroma di Morton.

 

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