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Politiche 2013: "Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!" Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Gangemi   
Martedì 26 Febbraio 2013 08:43

Né vincitori né vinti, in sostanza. L’Italia sceglie di… non scegliere e, come direbbe Dante (Divina Commedia, Purgatorio, Canto VI), "Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!" Eh già, non di altro ma di “bordello” si tratta. Un popolo che non è un Popolo ma un gregge, quello italiano. Milioni di persone che non riescono ad esprimere una maggioranza e consegnano nelle mani dei soliti noti le loro sorti.

Mesi di propaganda, di promesse, di populismo, di dibattiti, di parole parole parole hanno, di fatto, rincoglionito il popolo bue italico. Certo, non si può non ammettere il grande, enorme, exploit di Grillo e del suo MoVimento a 5 Stelle. Dopo essere stato il primo partito in Sicilia, il M5S ha dimostrato di incarnare a pieno titolo il sentimento principe di quest’Italietta: per percentuali ottenute, essere il secondo partito nazionale al Senato (PD 27,43%, M5S 23.79% e PDL 22,30%) e il primo alla Camera (M5S 25,55%, PD 25,41% e PDL 21,56%) è certamente un risultato straordinario. Ma, adesso che succederà? E’ impossibile governare, e questo è certo. Lasciarsi andare a previsioni su alleanze è arduo. E’ il caso, di riprendere i libri e concordare sul “bordello” già previsto dal Sommo Poeta. Più che “vincere” il PDL (gli azzurri gridano alla “vittoria” per il recupero ottenuto dopo i primi sondaggi che li vedevano nettamente battuti dallo “smacchiatore di giaguari”) ha, senza dubbio, “perso” il PD che, onestamente, ha parlato tanto ma detto niente. Esultano, e ne hanno ben donde, i sostenitori del M5S: era ampiamente prevedibile un loro impossessarsi degli elettori scontenti ma, forse, non erano immaginabili simili percentuali. Che faranno ora gli uomini di Grillo? A chi daranno l’appoggio? Come potranno “allearsi” con qualcuno dopo aver detto peste e corna di chiunque? E, d’altro canto, come potrebbero centro-destra o centro-sinistra chiedere a Grillo di appoggiarli in un Governo prossimo? Interrogativi, questi, che l’uomo comune si pone ma che i politicanti, con le facce di bronzo che si portano appresso, riusciranno a risolvere nei modi a loro più consoni. Come sempre, del resto. Per quanto riguarda la Calabria, invece, al Senato, “vince” ancora il centro-destra (33,2% con il 26,16% al PDL), seguito dal centro-sinistra (31,77% con il PD al 23,31%) e, poi, il M5S (22,21%). Stesso discorso alla Camera dove il centro-destra ottiene il 30,14% (PDL al 23,80%), il centro-sinistra il 28,31% (PD al 22,37%) e il M5S il 24,85%. Qui, contrariamente al Senato, Grillo è, di fatto, il primo partito su scala regionale. Quindi, la “vittoria” del PDL altro non è che il recupero ottenuto rispetto ai sondaggi pre-elettorali e non un vittoria a tutti gli effetti. Chi, senza alcun dubbio, all’interno del PDL può esultare, è il Governatore calabrese Scopelliti. Lui, con il piede in due staffe (PDL e Grande Sud), porta a Palazzo Madama 5 senatori in quota PDL (i “delfini” D’Ascola – suo legale di fiducia e, se errore in genealogia non facciamo, zio del marito della figlia del Direttore Generale alla Regione Franco Zoccali - e Caridi a cui si aggiungono altri due fedelissimi – Gentile e Aiello - e il “regalo” di Verdini Scilipoti) a cui si aggiunge un altro senatore eletto in Grande Sud (il fedele Bilardi). Alla Camera, il Governatore si dovrà accontentare di solo 4 deputati (3 donne e un uomo, la Santelli, la Scopelliti, la Bianchi e Galati). Pazienza, no? Più in generale, destinati alla Calabria 10 senatori e 20 deputati, ecco tutti gli “eletti”: al Senato, come detto, 5 del PDL (Gentile, D’Ascola, Aiello, Caridi e Scilipoti), 2 al PD (Minniti e Lo Moro), 2 al M5S (Molinari e Morra) e 1 a Grande Sud (Bilardi); alla Camera 9 al PD (Bindi, D'Attorre, Bruno Bossio, Stumpo, Battaglia, Magorno, Censore, Oliverio e Covello), 4 al PDL (Santelli, Scopelliti, Bianchi e Galati), 4 al M5S (Nesci, Barbanti, Dieni e Parentela), 1 a SEL (Vendola con pronto Aiello in caso di presumibile scelta del Governatore pugliese di altra circoscrizione), 1 a CDU (Bruno) e 1 all’UDC (Cesa con pronto Occhiuto se il segretario nazionale optasse per l’elezione in altri lidi). Come leggere questi dati? Noi lo facciamo pensando equidistante: il trionfo è solo quello del MoVimento a 5 Stelle! In Calabria, come detto, è il terzo partito al Senato (22,21%, PDL 26,16, centro-destra 33,26%, PD 23,31 e centro-sinistra 31,66%) e il primo partito alla Camera (24,85%, PDL 23,8%, centro-destra 30,14%, PD 22,37% e centrosinistra 28,31%). E’ il primo partito al Senato a Cosenza (30,1%, PDL 22,77%, centro-destra 26,14%, PD 21,02% e centro-sinistra 30,04) e a Crotone (30,72%, PD 23,6%, centro-sinistra 29,66%, PDL 22,69% e centro-destra 27,79%). E’ il secondo partito al Senato a Reggio di Calabria (24,72%, PDL 25,07%, centro-destra 32,25%, PD 21,75% e centro-sinistra 31,35%) e a Catanzaro (25,09%, PDL 29,95%, centro-destra 34,85%, PD 22,3% e centro-sinistra 29,18%). E’ il terzo partito al Senato a Vibo Valentia (19,97%, PDL 24,24%, centro-destra 38,54%, PD 22,61% e centro-sinistra 28,72%). E’ il primo partito alla Camera a Reggio di Calabria (28,48%, PDL 23,39%, centro-destra 29,59%, PD 21,31% e centro-sinistra 26,74%), Cosenza (32,26%, PDL 19,51%, centro-destra 23,23%, PD 17,61% e centro-sinistra 24,76%), Catanzaro (27,95%, PDL 27,3%, centro-destra 31,32%, PD 21,6% e centro-sinistra 27,04%) e Crotone (33,05%, PD 21,77%, centro-sinistra 27,47%, PDL 19,4% e centro-destra 24,85%). E’ il secondo partito alla Camera a Vibo Valentia (22,51%, PDL 24,43%, centro-destra 33,15%, PD 21,69% e centro-sinistra 28,08%). Un altro dato? Il PDL, a Reggio di Calabria, frana clamorosamente rispetto alle Politiche del 2008 con il 27,51% in meno: oggi è al 23,39%, 5 anni fa era al 50,9%. Lo sappia leggere questo dato il Governatore e ci rifletta su: è vero che il risultato finale è migliore che 5 anni fa (per via del porcellum e di una legge elettorale, comunque, nefasta) ma è anche vero che il partito di cui è Coordinatore regionale ha dimezzato (e oltre) i suoi voti nella sua di lui roccaforte! Né vincitori né vinti; un grande risultato per il MoVimento 5 Stelle; una sconfitta per l’Italia, in generale, e per la Calabria, in particolare. A voi il Paese, a noi il pascolo! Popolo bue e Paese di pecoroni, hai ancora perso Tu!    

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