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Arresto giornalista Gangemi: le capriole delle Procure, da Catanzaro a Catania passando per il ponte che non c'è Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Gangemi   
Venerdì 11 Ottobre 2013 00:00

di Ernesta Adele Marando. Reggio Calabria. Sabato mattina 5 ottobre 2013 il Giornalista Francesco Gangemi si è visto arrivare in casa un drappello di militi. Militi che, gentili per carità, con grande garbo lo hanno condotto in carcere. In quel carcere dove lui non ci sarebbe mai dovuto entrare stando ai fatti e alle carte. Ma evidentemente le carte si incartano e succede che il mazzo si smazza e le procure da Catanzaro a Catania fanno le capriole. E il giornalista dottore Francesco Gangemi, reo di non mandare niente a dire dai picciotti ai collettini inamidati, si è guadagnato il carcere.

 

Già nel novembre 2004 lo avevano condotto nel penitenziario, senza olio nè sale. Distruggendo la redazione del DIBATTITO in via Santa Caterina e quello che ricordo di quello scempio in seguito a perquisizione, furono immagini terribili di uno studio devastato. Erano passati gli Unni e i Vandali insieme. Da quell'arresto il Giornalista uscì malato ma fu assolto, dopo anni e processi, con formula piena dei reati contestati. Francesco, più determinato che mai ricostruì il giornale straletto non solo in quel lembo di terra malata qual'è il Sud e la costa ionica calabrese in particolare, ma in tutto il mondo grazie anche alla diffusione via internet. E continuò le sue battaglie solitarie perché nessuno osa mettersi “contro”. La vita diventa difficile. Si tiene famiglia. Ma anche Francesco Gangemi tiene famiglia ma è più forte la spinta ad andare a cercare la verità. Ad aiutare chi non ha voce. Certo in trentanni di professione talvolta ha avuto delle fonti che poi si sono rivelate di cera, ma chi mai nella propria vita ha incontrato persone sempre affidabili e oneste? Quante volte siamo stati traditi nella nostra buona fede? Ebbene ormai una settimana fa con un “Provvedimento di esecuzione di pene concorrenti con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione” del Procuratore Generale della Procura Generale di Catania – Ufficio esecuzione penale – veniva privato della sua libertà e condotto in cella dove tutt’ora si trova. Ho preparato un video amatoriale con i due servizi del TGR Calabria andati in onda domenica 6, il giorno dopo l’arresto del giornalista e lunedi 7 ottobre 2013 alle ore 19 e 30. Vengono dette molte inesattezze perché molte inesattezze sono riportate nel provvedimento di esecuzione all’arresto. Provvedimento in quattro pagine già pubblicato in un articolo dal figlio del giornalista, Maurizio, giornalista anch’egli, il giorno stesso dell'arresto del padre, 5 ottobre, sul suo giornale online "Il Reggino". Articolo che troverete anche su questo nostro giornale. Il titolo è " Reggio di Calabria: arrestato il pericolosissimo giornalista Francesco Gangemi". Nel video che ho montato con i videoclip dei due TGR Calabria del 6 e 7 ottobre corrente, riguardanti l’arresto del giornalista, ho inserito delle didascalie che vi prego vi soffermiate a leggere. Se scorrono veloci fate "fermo immagine". A seguire l’articolo piuttosto esaustivo del giornalista Gianpaolo Iacobini del “Il Giornale” che ha sentito, prima di scrivere il suo servizio, il difensore del giornalista, l'avvocato Giuseppe Lupis del Foro di Locri. Mi dispiace molto che questo pezzo sa stato pubblicato a pagina 23, uno schiaffo. E’ come dare la carota e il bastone. La verità si, ma in fondo al giornale. Ci si è lavati la coscienza e non si è dato tanto nell’occhio. Vabbè, siamo abituati. Mica tutti hanno la stoffa e il coraggio del dr. Gangemi. I nostri complimenti vanno al bravo giornalista Iacobini, le nostre critiche alle maestranze de “Il Giornale” che hanno riservato ben altri spazi ad Alessandro Sallusti, che il carcere manco lo ha visto. Qualche giorno agli arresti domiciliari non in una favelas attorneato da mosche e zanzare, ma in una casa che definire casa è riduttivo. Direi palazzetto. A Milano, non Africa centrale arida e nera. Con palestra e piscina. Siamo felici per lui ma avremmo desiderato maggiore considerazione per un collega sbattuto in carcere innocente per le accuse a lui mosse e per le quali sbattuto in carcere. E si sa che le carceri italiane sono lo scandalo nello scandalo italiano, tanto sono sporche, sovraffollate, con una promiscuità con gente malata sia di testa che nella carne. Ma per Alessandro Sallusti, che stimo peraltro come giornalista e per il quale io e Gangemi stesso ci siamo battuti con i nostri giornali per il suo scandaloso arresto ( ai domiciliari per due o tre giorni finchè Grazie del presidente Napolitano non è intervenuta in suo soccorso. Grazia non cercata da Sallusti ma ricevuta "d'ufficio". Mi dispiace che in questa vicenda il Dr. Sallusti sia latitante, come tanti, quasi tutti i suoi pregiati colleghi d.o.c.. E' stato fatto tanto di quel can can per lui dai giornali "che contano" che è stato graziato subito. Lui, giovane e forte. Il nostro giornalista invece ha superato i 79 anni e ha tali e tante patologie che un medico poco poco con una preparazione sufficiente, non eccellente, capirebbe al volo che deve stare in ambiente protetto e non in una cella… Ma ci vogliono ore o giorni per leggere le cartelle sanitarie e partorire una decisione. Scarcerarlo e inviarlo a casa sua! L’occhio clinico pare sia andato in casa di riposo. Per alcuni. Per altri invece sani come delfini, improvvisamente starnutiscono e immediatamente spediti al loro domicilio  col biberon. Bah valli a capire…

Fonte:

http://www.jeaccuse.eu/index.php/testimonianze-dal-mondo-mainmenu-26/27-servizi-giornalistici-sp-604/599-arresto-gangemi-le-capriole-delle-procure-da-catanzaro-a-catania-passando-per-il-ponte-che-non-c-e.html

 

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